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Bacu Padente 14 giugno 2008


Chi c'è stato può capire il mio stato d'animo, non mi riferisco al fatto che questo incantevole paesaggio ti lascia a bocca aperta, ma al modo in cui ho affrontato questo trekking.
Non me ne vogliano gli organizzatori e miei compagni di viaggio: Daniela M. e Mauro, che mi hanno invitata a visitare il “ paradiso” per la seconda volta ma forse nei miei pensieri il desiderio di condividere tanta bellezza con gli altri non rispecchiava le loro aspettative.
Poche smancerie, rapidamente ci incamminiamo imbracati perché più avanti ci caleremo in corda per compiere alcuni salti. Niente da eccepire, se non per il fatto che il mio passo non poteva sostenere il loro
Per i miei compagni non si tratta di una piacevole escursione per ammirare il paesaggio, ma per una questione di tempo si trasforma in una giornata a cronometro, una sorta di “trekking a cottimo”.
Davanti procedono a ritmo serrato:Gigi, Mauro, Daniela, mentre Antonella e Bruno impietositi dal mio lento deambulare mi aspettano.
Arriviamo al primo salto, circa trenta metri di verticale, ma troviamo
un gruppo piuttosto numeroso di trekker appartenenti allo Spano di
Cagliari che si accinge alla discesa.
Niente panico per il trio in fuga, che decide di armare più a destra …..Finalmente si scende! ”presto!!! il tempo è tiranno” al punto che facciamo mangiare polvere al gruppo Cagliaritano…(he he he)

Sono amareggiata, il paesaggio è così bello che andrebbe contemplato, ci sono scorci con colori che fanno sognare e chissà quando potrò ammirarli ancora. Si! qualche foto si può scattare, ma se come me hai la sfiga di avere una digitale con otturatore dai tempi lunghi, sei fregato!
E' come essere in paradiso ma in fuga per l'inferno, ora capisco come
possono esserci rimasti male Il sig. Adamo e la sig.ra Eva quando
vennero cacciati dall'Eden; io però non ho mangiato nessuna mela e
tanto meno sorseggiato acqua fresca che tanto avrei voluto, …assolutamente no! si sarebbero allungati i tempi.
Si prosegue, ci sono altri cinque salti da fare, il terzo ci porta a “ sa grutta de su
tentorgiu”,
l'attraversiamo per ritrovarci sull’altro versante, da qui è suggestiva la veduta
di una parete dalla quale si scorge il mare attraverso un traforo e la vegetazione rigogliosa ne
nasconde i margini che due anni fa erano ancora ben definiti . I salti che seguono hanno tutti qualche particolarità: in uno c'è una scaletta costruita su un albero di ginepro, prodigio dell' l'homo ogliastrino sapiens

Nell'altro un ginepro ritorto e selvaggio che non puoi far finta di non vedere se non vuoi subire una rozza rettoscopia. Ma è all'ultimo salto che senti fremere
tutto il corpo, la corda sembra calarsi nel mare azzurro, adrenalina naturale, tanta … anzi …di più!
Mangiamo al ristorante “ Il grottone”
che se percorso, porta alla grotta del fico. Vedi foto

(...la prossima volta mi dedicherò solo alla grotta del fico!)
E ancora in marcia, ora tutto in salita verso il rientro.
Ai miei accompagnatori voglio dedicare questa frase:
"l'eccessivo valore che diamo ai minuti, la fretta che sta alla base
del nostro vivere, è senza dubbio il peggior nemico del piacere" H.Hesse
Daniela Sogus
27 aprile 2008 "su Mannau"
Partecipanti. speleum: Marco Zurru, Livio Mereu, Daniela Sogus. Ospiti: Stefano, Ilenia
Nel tacito paesaggio arburese la strada si leva alta, Marco davanti a noi, a passo lento col suo pajero fa da cicerone a Stefano e Ilenia, ragazzi del soccorso di Ferrara. Io e Livio li seguiamo.
Oggi posso dire di sentirmi al sicuro, con tanta gente nel soccorso non rischio mica di morire!... Quindi il mio simpatico epitaffio “figlia e moglie esemplare, scadente in cucina. Accoglila Signore con la stessa gioia con cui te la mandiamo” posso archiviarlo.
Destinazione sala vergine, perla di su Mannau. Stefano e Ilenia abituati alle fredde grotte emiliane che si aggirano intorno ai 4°, indossano spessi sottotuta,.. tanto spessi che volentieri ne faccio a meno!
Mentre loro fanno la sauna gratis, proseguiamo nel percorso binario, ogni tanto ci fermiamo, Marco e Livio illustrano e commentano la grotta in lungo e in largo, e nel salone Ribaldone la mia mente si perde in un rondò che sembra ronzarmi nelle orecchie, è bellissimo anche se siamo nella parte fossile, nel senso che mancano le concrezioni che adornano la parte attiva delle grotte. Arriviamo nella sala Vergine, si legge nei loro visi un'ovazione di stupore, le colonne bianchissime ogni volta lasciano a bocca aperta anche gli spettattori più assidui, diamo inizio ad una serie infinita di foto, clik e flash in sucessione...
Si decide di visitare sala Bianca, (per me è la prima volta), brillante con le sue stalagmiti, le cannule ed eccentriche. Ilenia e Stefano si rifanno gli occhi, (lei a mandorla e lui a noce) abituati a grotte di gesso che solitamente sono pozzi lunghissimi...una domanda mi balena in testa. Ma che ci vanno a fare in un pozzo senza concrezioni?! Ho immediatamente anche la risposta.... a ciascuno il suo.....
Forse era meglio non chiederselo e rimanere concentrata, sfigata e maldestra come sono, con un movimento felino (morto da settimane) riesco a spezzare in pochi secondi la vita di milioni di anni di concrezioni,.. casco maledetto!. Mortificata torno indietro a testa bassa...(non solo per la vergogna ma anche e sopratutto per non fare altri danni)... in silenzio. Dany Sogus


Partecipanti: Daniela Melis, Mauro Mura, Livio Mereu, Daniela Sogus, Luisa Melis, Antonangelo Pala, Laura Zurru, Ivano Putzolu, Valentina.
Domenica 13 aprile ho partecipato ad un trekking con alcuni amici veterani della montagna.
Grandi camminatori…loro!
La partenza prevista per le 8.30 è poi avvenuta alle nove, un po’ a causa della nuvolosità che incombeva sul nostro bel paesello e un po perché si sa…le coperte la domenica mattina sono più piacevoli del solito..
Per me e Daniela S. il viaggio è iniziato nel portabagagli di Mauro,
che abilmente ci ha portato sino a cuccuru de Fenugu, nonostante la sua
macchina fosse leggermente carica (otto adulti e due bambini!)
Dopo le foto di rito al meraviglioso panorama, abbiamo iniziato la
nostra camminata e tra una chiacchiera e l’altra siamo giunti sino a
genna gruxi, dove la piccola Anna ha consumato il suo pranzetto, che io
avrei mangiato volentieri visto che era già mezzogiorno e il mio
stomaco faceva le bizze!
Anna ha fatto il ruttino... tutti in piedi si riparte!

Alle 2.00 siamo giunti a Genna farracceus dove abbiamo pranzato, mai un panino è stato
così meritato e gustoso! Merito anche al buon moscato di Livio e al vino di Ivano.
Siamo rimasti stesi sull’erba per un po, e grazie al passaggio di molti escursionisti abbiamo sfoderato l’arma del “crastulo” (dicesi crastulamento un commento gratuito non sempre positivo su, persone o avvenimenti) ma le cose belle non durano per sempre… si rientra a casa.

E stata una splendida giornata, che mi ha permesso di visitare i monti
che ogni giorno stanno davanti al mio naso e che mai avevo realmente
visto.
Ascoltate zia Luisa “fatelo anche voi”: zaino in spalla, buone scarpe,
quattro amici quelli giusti però, che quando non ce la fai più
rallentano il passo, e davanti ad una brutta salita ti dicono che sarà
l’ultima perché siamo quasi arrivati…tutte bugie! Ma vi perdono…
Luisa Melis

Uscita del 06 aprile 2008 d.c
speleum: Livio Mereu, Dany Melis, Dany Sogus
Usama Bruno Martis, militante nel gruppo G. Sardu attualmente ricercato dall'FBI per esser penetrato negli archivi del pentagono (vedi foto).Rosa Antonella Angius, attuale compagna e complice di Usama
Partenza per su Mannau, il viaggio si fa più lungo del solito; mi pare di capire di non essere tanto brava alla guida, dimentico spesso che la protuberanza alla mia destra dall'apparenza fallica non è solo il mio porta elastici da capelli , ma il cambio, che Livio e Dany mi esortano ad usare. Dietro di noi Bruno e Antonella nella fiammante suzuki decidono di stare al mio passo ... forse per paura di perdere le nostre tracce!
Destinazione pozzo della birra: bevanda apprezzata per le sue proprietà dissetanti, rinfrescanti ed eruttive. Utilizzata come premio in palio nelle scommesse tra grotteschi bookmakers alla scoperta in libera di pozzi inesplorati!!
Ovvero, il pozzo in questione, è stato esplorato per la prima volta senza attrezzi da Luciano (appartenente al gruppo grotte fluminese...attualmente in pausa di riflessione!) che ricevette per il suo intrepido coraggio, birra e un premio ad honorem, un braccio rotto! Da qui il nome di pozzo della birra.
L'Esplorazione ci regala tante foto ... e qualche pausa per consumazione, scoppia quindi la... buffera con birra accompagnata da cioccolato e albicocche secche, (a pensarci adesso dico, puah che orrore!) ma in grotta tutto è gradevole!

Ci regala anche una nuova consapevolezza, questa è l'essenza di uno dei più bei paradisi(...non livio nella foto affianco, ..su mannau)
E questo è il risultato della mia Buffera!...


la squadra
gruppi partecipanti: speleum: Daniela Melis, Daniela Sogus, Livio Mereu.
G.G.Flumini: Marco Concas
la Domenica del 16 marzo
si conviene di fare una uscita alla Cengia dove la domenica precedente si scorse la speranza di una possibile prosecuzione. Mentre Livio, Marco e Dany M. si adoperano per allargare la plausibile via, io mi soffermo a raccogliere la spazzatura lasciata volutamente dai precedenti incivili esploratori .
Dopo un po' venni chiamata ad inaugurare la strettoia; lo spazio era ridotto e dovetti rinunciare al casco, l'emozione e l'adrenalina percorse velocemente il mio corpo, con i piedi constatai che il cunicolo continuava verso il basso in un budello, è in quel momento che, quella che consideravo una passione flemmatica divenne forte e accesa. Livio mi chiese di uscire per far entrare Daniela M. avrei voluto appellarmi per prolungare la licenza, ma non c'era ragione che io restassi, non potevo muovermi, non avevo esperienza e non avrei concluso nulla. Mentre uscivo per cercare un posticino sentì un dolore lancinante, un masso interruppe la sua breve corsa sulla mia testa. Come stai mi chiese Marco e di seguito Livio; scossa tenevo le mani sulla testa aspettando che il dolore si attenuasse , nella speranza di evitare rivoli di sangue, dopo risposi: bene e ringraziai il cielo, solo allora ebbi chiara la percezione del pericolo a testa nuda.
Dopo l'esplorazione e le dovute raccomandazioni sul da fare nella successiva esplorazione, tornammo indietro per onorare il nostro appuntamento con Ubaldo.
Venni assoggettata a condurli all'uscita, io con senso di orientamento pari a zero, la mia unica certezza era che quella grotta si chiamava Su Mannau e si trovava in Sardegna. Era una chiara provocazione, gironzolando di qua e di là seguendo le tracce, e facendo mente locale andavo verso l'uscita, fino a che presi un pò di vantaggio che ben presto mi si torse contro. Anzi per dirla tutta i miei compagni mi giocarono un tiro mancino, procedevo ma non sentivo più le voci che fino a qualche istante cicalavano dietro me; ero sola io e la grotta bella e maestosa e non trovavo il cunicolo che mi avrebbe portato al passo del cavallo .. Finalmente Marco tornò indietro per recuperarmi, tacitamente lo seguì, la collera e il nervosismo mi fecero scivolare con la corda e il discensore nel vuoto ma senza incidenti.
Morale dell'uscita: corso di orientamento .... non ha prezzo!
Daniela Sogus


Perché Livio e Daniela Melis abbiano deciso di andare alla Pironi, io non lo so spiegare, la grotta era un loro vecchio ricordo che risaliva a quindici anni fa ma senza alcuna familiarità. Indicata all'epoca da un vecchio pastore, si poteva considerare un grande regalo, ma poco sfruttato. Mai più un'uscita se non un tentativo nel 2005 senza esito perché la grotta che stava nel versante sinistro del canale, a ridosso di una vecchia quercia isolata, non si trovava più.
Il Profumo di arbre magic e vecchi ricordi avvolgono il nostro viaggio, arrivare fino qui ...(non ricordo il nome ) non è stato un gioco, se ami la tua auto e non vuoi rischiare di tornare a casa a piedi. Non è stato facile nei miei pensieri e preoccupazioni, non c'è bisogno di essere istruttori o lambiccarsi in studi per prendere coscienza della necessità di una preparazione tecnico atletica, che sentivo mancare. Non intimoriva invece i miei amici che per tutto il viaggio mi canzonarono bonariamente.
L'avventura inizia con, zaino in spalla, tuta ormai lisa e stivali, con aria velata seguo i loro passi, la giornata è offuscata dalla nebbia e il vento irrompe sulla montagna. come spesso accade la grotta si fa sempre più distante il ricordo da fulgido diventa confuso: giù, su, destra, sinistra, l'ora avanza nulla all'orizzonte i sentimenti di speranza si allontanano, mi sentii allora accusare di profezie catastrofiche. Sorridendo ora spettava me canzonare loro.
Daniela Sogus