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Pasquetta 2007
Arrivati nella valle di Nipis sostiamo per trascorrere la notte.
Qui troviamo un piccolo rifugio in legno cinto da pini che ospita un tavolo e delle panche, un po' umido ma inverosimilmente perfetto per la cena... un'esploi di cibi di ogni sorta, tanta carne alla brace, antipasti di mare e di terra , frutta e dolci,... quanto ben di Dio! Per non parlare del nettare che tiene allegri , Luca ci invita a sorseggiarne da una zucca “Sa croccoriga” ,e come mossa da un senso di nostalgia mi appare la figura di mio nonno che amava fare e regalare piccole “croccorighe” senza tralasciare il contenuto nonostante la tenera età dei nipoti...
.... Qualcosa si ruppe quando Ema stette male ma presto tornammo a sorridere, parlare per raccontare barzellette e spropositi, cantare accompagnati dalle note musicali di Massimo colto dalla sindrome di Celentano e sostenuto dagli arrangiamenti di Sandro.
Sfiniti si va a dormire, Livio e Luca si accampano nello stesso rifugio, noi stiamo all'esterno, l'umidita' arriva al 200% , dalla tenda di Massimo e Katia si sentono schiamazzi e semitoni d'amanti gioiosi, da Ema e Dona profondo mutismo, da noi
sonno profondo...
Trascorsa la notte ci attrezziamo per la nostra escursione mattutina, il profumo di terra, rosmarino, elicriso e lavanda ci accompagnano soavi, con noi Fiona, che fiuta e scodinzola senza fermarsi, agile e scattante come il suo padrone sta davanti a tutti torna indietro punta e non sta mai ferma.
Da qua su scorgiamo stupendi paesaggi: Monte Lisone, s'acqua 'e s'arra Piscina irgas e Muru mannu,e proseguiamo per riu mannu, io procedo a piccoli passi sto dietro cado in acqua ma non mi sorprendo, sono la solita distratta, guardo in lontananza Livio e Luca il loro passo è leggero e spedito , “vorrei fosse il mio”, si legge nei loro volti in quelle soste per attenderci un'effimero senso di impazienza nel raggiungere la meta.
Donatella, intrepida avventuriera ha deciso di arrendersi, si ferma ignara a pochi passi dal traguardo e rimane a crogiolarsi con il suo cavaliere.
Arriviamo al primo salto di Muru mannu, Livio sta dall'altra parte in contemplazione, Luca s' inerpica per intravedere chi sta giù , tenendoci un po' col fiato sospeso.. noi poveri mortali vediamo solo tanta acqua che s'infrange nelle rocce e si getta in picchiata ... è un'armonia di musiche dolci che raggiunge l'animo, è poesia d'amore profondo per il nostro Dio al quale rendiamo grazie per cotanta bellezza ...
Dopo una breve sosta torniamo indietro appagati e affamati ci prestiamo per rifocillarci e approfitiamo per riposarci, chi all'ombra chi al sole... torniamo indietro felici di aver trascorso un'altra giornata insieme
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Daniela Sogus