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Federazione speleologica sarda
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gruppi partecipanti: speleum: Daniela Melis, Daniela Sogus, Livio Mereu.
G.G.Flumini: Marco Concas
la Domenica del 16 marzo
si conviene di fare una uscita alla Cengia dove la domenica precedente si scorse la speranza di una possibile prosecuzione. Mentre Livio, Marco e Dany M. si adoperano per allargare la plausibile via, io mi soffermo a raccogliere la spazzatura lasciata volutamente dai precedenti incivili esploratori .
Dopo un po' venni chiamata ad inaugurare la strettoia; lo spazio era ridotto e dovetti rinunciare al casco, l'emozione e l'adrenalina percorse velocemente il mio corpo, con i piedi constatai che il cunicolo continuava verso il basso in un budello, è in quel momento che, quella che consideravo una passione flemmatica divenne forte e accesa. Livio mi chiese di uscire per far entrare Daniela M. avrei voluto appellarmi per prolungare la licenza, ma non c'era ragione che io restassi, non potevo muovermi, non avevo esperienza e non avrei concluso nulla. Mentre uscivo per cercare un posticino sentì un dolore lancinante, un masso interruppe la sua breve corsa sulla mia testa. Come stai mi chiese Marco e di seguito Livio; scossa tenevo le mani sulla testa aspettando che il dolore si attenuasse , nella speranza di evitare rivoli di sangue, dopo risposi: bene e ringraziai il cielo, solo allora ebbi chiara la percezione del pericolo a testa nuda.
Dopo l'esplorazione e le dovute raccomandazioni sul da fare nella successiva esplorazione, tornammo indietro per onorare il nostro appuntamento con Ubaldo.
Venni assoggettata a condurli all'uscita, io con senso di orientamento pari a zero, la mia unica certezza era che quella grotta si chiamava Su Mannau e si trovava in Sardegna. Era una chiara provocazione, gironzolando di qua e di là seguendo le tracce, e facendo mente locale andavo verso l'uscita, fino a che presi un pò di vantaggio che ben presto mi si torse contro. Anzi per dirla tutta i miei compagni mi giocarono un tiro mancino, procedevo ma non sentivo più le voci che fino a qualche istante cicalavano dietro me; ero sola io e la grotta bella e maestosa e non trovavo il cunicolo che mi avrebbe portato al passo del cavallo .. Finalmente Marco tornò indietro per recuperarmi, tacitamente lo seguì, la collera e il nervosismo mi fecero scivolare con la corda e il discensore nel vuoto ma senza incidenti.
Morale dell'uscita: corso di orientamento .... non ha prezzo!
Daniela Sogus


Perché Livio e Daniela Melis abbiano deciso di andare alla Pironi, io non lo so spiegare, la grotta era un loro vecchio ricordo che risaliva a quindici anni fa ma senza alcuna familiarità. Indicata all'epoca da un vecchio pastore, si poteva considerare un grande regalo, ma poco sfruttato. Mai più un'uscita se non un tentativo nel 2005 senza esito perché la grotta che stava nel versante sinistro del canale, a ridosso di una vecchia quercia isolata, non si trovava più.
Il Profumo di arbre magic e vecchi ricordi avvolgono il nostro viaggio, arrivare fino qui ...(non ricordo il nome ) non è stato un gioco, se ami la tua auto e non vuoi rischiare di tornare a casa a piedi. Non è stato facile nei miei pensieri e preoccupazioni, non c'è bisogno di essere istruttori o lambiccarsi in studi per prendere coscienza della necessità di una preparazione tecnico atletica, che sentivo mancare. Non intimoriva invece i miei amici che per tutto il viaggio mi canzonarono bonariamente.
L'avventura inizia con, zaino in spalla, tuta ormai lisa e stivali, con aria velata seguo i loro passi, la giornata è offuscata dalla nebbia e il vento irrompe sulla montagna. come spesso accade la grotta si fa sempre più distante il ricordo da fulgido diventa confuso: giù, su, destra, sinistra, l'ora avanza nulla all'orizzonte i sentimenti di speranza si allontanano, mi sentii allora accusare di profezie catastrofiche. Sorridendo ora spettava me canzonare loro.
Daniela Sogus