Grotte e rotte per il divertimento

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Nome: Associazione speleologica "Speleum" Gonnosfanadiga

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venerdì, 14 luglio 2006

 

Uscita: Domenica 25 giugno 2006 aragonite azzurra

una mattina a Su Mannau a far manuntenzione


Gruppi partecipanti: Speleum. Livio, Mauro, Daniela M., Daniela S.

                              Gruppo grotte Fluminese.  Carlo



Arrivati a Flumini aderimmo all'invito di Carlo; assisterlo nella manutenzione della grotta ovvero cambiare alcuni armi usurati e posizionare delle scalette nel percorso speleo.

All'interno Carlo prima di noi avanzava ridondante con due sacchi speleo, per nostra negligenza partimmo senza, indi dopo averlo raggiunto uno lo cedette a Mauro, l'altro molto pesante lo tenne lui, mi chiesi quale forza possedesse, se fosse più un duro o un pazzo, ..... poi avallai l'idea che si trattava di un pazzo ma nobile d'animo.


Dopo accurate perizie praticava delle migliorie agli armi con l'assistenza di Mauro, io osservavo con quanta competenza si serviva della corda e degli attrezzi, pareva una dottrina imparata a memoria e riusciva se osservato ad insegnarla tacitamente.


Durante il nostro viaggio perdemmo Livio che forse preso dalla foga di ricalcare quei luoghi decise di abbandonarci...

Lentamente proseguimmo portandoci dietro una scaletta che stava lì dalla volta precedente, se la contendevano Carlo e Daniela M, io procedevo libera da ogni carico e incarico visto la mia incompetenza ma nessuno di loro mi fece pesare quello che a me invece opprimeva e che ogni notte prima della partenza mi teneva sveglia .


Trovato un posticino per posizionare la scaletta ,ne recisero i piedi acuminanti e con il trapano provvidero a forare la roccia per fissarla ...


Nel nostro cammino incrociammo il gruppo di turisti di ritorno dall'accompagnamento speleo con loro anche Livio che si unì di nuovo a noi.

Arrivati al lago pensile ci lasciò a bocca aperta la scoperta di alcuni fix consumati, ancora una volta si adoperarono per rinnovarli; attraversato il lago Carlo e Mauro decidono di ripristinare altri fix, è necessaria come di consueto la cassetta degli attrezzi e il trapano con la speranza che quest'ultimo sia ancora carico ... dall'altra parte, io Dani e Livio tra un gaio chiacchierio scrutavamo il lavoro; Dany non mancò di far notare con quale disattenzione venne abbandonato il trapano ed ebbe la percezione che di lì a poco sarebbe finito in acqua...

Non so bene se si trattò di un loro passo traditore, o di una semplice scivolata ma certo è che in quell'istante i nostri sguardi fissavano l'acqua calcarea dove ora giaceva il trapano, i volti erano celati da un ghigno tragico comico, il dispiacere misto al divertimento e per una sorta di rispetto nessuno intese ridere se non dopo che Carlo sdrammatizzò dando il via a suonanti risate quando per ripescarlo entrò in quell'acqua gelida emettendo curiosi mugolii .. mi colpì la sua fermezza l'assenza assoluta di un lamento inteso come imprecazione.. Tornammo indietro con la speranza che il calore del sole e la fortuna avrebbero contribuito alla rimessa in moto del trapano.......


Postato da: speleum a luglio 14, 2006 19:24 | link | commenti
uscite, 25 giugno 2006

sabato, 24 giugno 2006

 

Uscita 18 06 06 Bacu Padente

bacu badente

Partecipanti: Livio, Mauro, Dany M., Dany S.

Gigi, Gianni, Peter.



La giornata era incerta, il viaggio lungo ma l'entusiasmo era a mille.


Arrivammo all'appuntamento (accanto alla chiesetta di S.Pietro nel supramonte di Baunei) ad accoglierci: Gigi, Gianni e Peter , mi stupì la loro buona indole perchè nonostante il nostro ritardo non fecero una piega.

Dopo le presentazioni ci mettemmo subito in marcia, il paesaggio era straordinario, il bianco calcare esaltava l'imponenza di lecceti e ginepri plurisecolari cresciuti nella roccia e ne illuminava i contorni, nonostante la giornata fosse coperta..........(o lenzuolo.... non ricordo bene questo particolare)

Gianni e Gigi procedevano spediti e facevano strada, io più lenta di tutti camminavo stando attenta a non combinare guai, in principio il mio sguardo era fisso per terra e questo mi costò una sbucciatura sulla fronte.

Il panorama si faceva sempre più spettacolare, il mare azzurro-turchese si scagliava sulla costa e da la su tutto pareva più bello , il percorso misto ci imponeva di indossare l'imbraco, con maestria Gianni lasciava cadere la corda, iniziava così la discesa; in un primo tempo titubante, lascio che Dany M. metta a posto il mio discensore ad otto, “che ancora non so adoperare” e scendo lentamente

Nella alta parete che cade a picco sul mare si apre d'incanto una grotta "Sa Rutta De Su Tentorgiu" la percorriamo è un effimero passaggio nel buio, poche le concrezioni in questo suggestivo silenzio che si schiude dall'altra parte.

Dopo una breve discesa in una pietraia seguono altri salti in corda, fino ad arrivare ad un grottone lascio andarmi a lunghe interiezioni di ammirazione che suscitano i sorrisi ironici di Livio. Visto l'ora tarda decidiamo di rifocillarci in questo paradiso, Dany ,Mauro e Livio portano fuori di tutto sembra che al posto dello zaino abbiano con loro la borsa di Mary Poppins, apparecchiano con cura e distribuiscono nella candida tovaglia ogni ben Dio esortandoci ad assaggiare ..

Riprendiamo il nostro viaggio, il sole si fa sentire le fronti sono imperlate di sudore, il mio volto non è più pallido come di consueto ma di un violaceo acceso, la salita è ripida ed io sembro allo stremo delle forze ma finalmente arriviamo in un bosco di lecci e li prendiamo fiato, Gianni parla di un'altra mezz'ora di viaggio ma pochi passi ci dividono dalle macchine...

                                      gianni,gigi,mauro, peter


Postato da: speleum a giugno 24, 2006 19:03 | link | commenti
uscite, bacu padente

sabato, 29 aprile 2006

 


Associazione Speleologica “Speleum” Gonnosfanadiga


Uscita n° 589 Domenica 26 Febbraio 2006 d.c.


Gruppi partecipanti:

Speleum di Gonnosfanadiga n° partecipanti 3

GSF di Flumini n° partecipanti 4




Nella speleologia quando s’incontra un confine è solo per oltrepassarlo…in questa domenica di fine febbraio ci siamo dedicati con solita solerzia, di chi freme dentro con la speranza di trovare in una diaclasi scovata la settimana precedente, una vera grotta ancor meglio una prosecuzione comunicante con “Su Mannau”.

Purtroppo nella frenesia di partire per una nuova scoperta non mancano gli inconvenienti e c’è

chi lascia a casa gran parte del materiale essenziale per proseguire un lavoro.


Dopo vari e faticosi tentativi  ci si prepara per entrare, c’è un po’ di riluttanza perché il passaggio è molto stretto, Daniela è scettica e si prepara per calarsi. Livio e Carlo con mirabile operosità fanno da sicura, ma lei non si sente affatto tranquilla e s’arrende….”è il momento d’Emanuele ma è troppo teso e abbandona, tocca a me, la mia statura e la piccola stazza mi favoriscono scendo legata alla maillon rapide, braccia in alto faccio fatica a voltarmi da una parte all’altra, mi sposto sulla mia sinistra, c’è uno spuntone ma procedo, l’ambiente si fa ampio, c’è stillicidio, ci sono due pozzi e regna un’imperturbabile quiete; mi fermo e aspetto che arrivi qualcuno ma nonostante i ripetuti tentativi Dani non passa, nemmeno Emanuele e così pure Marco che lascia cadere il suo bandana. Da su mi chiedono cosa vedi? Io rispondo con la voce tremante: “per il momento non riesco ad intravedere qualcosa che mi faccia pensare ad un’altra dimensione”… E così il mio pensiero scivola via verso il momento in cui si diceva di partire per trovare il nulla, come ogni volta, alla partenza per ogni spedizione. Ma oggi era diverso, tutto intorno a me era condito dalle emozioni, dalle voci, e dal gocciolare dell’acqua che lentamente s’infrangeva sulla superficie del mio casco rosso fuoco… come l’ardore che mi faceva forza per recuperare quel pezzo di stoffa vicino ma altrettanto lontano dalle mie possibilità. Il cuore batteva forte e di lato il tessuto era lì disteso che prima di me aveva calcato la roccia vergine, lui prima di me più leggero e più sottile aveva attraversato l’impercettibile.
Si, la mia emozione era veramente forte e mi calavo per cercare il contatto che mi avvicinasse al bandana indaco. Scavando sulla superficie sento qualcosa che mi fa pensare alla vita che continua attraverso una cavità non definita, forse qualcosa che non so descrivere tanto bene, qualcosa di morbido, di ruvido, di sabbioso.

Sento di essere vicina alla scoperta di una luce nel buio, qualcosa che apre il mio desiderio in due volontà. La volontà di recuperare il bandana con più semplicità rispetto allo scoprire la novità con notevole sforzo fisico-emotivo.

Devo dire che dentro la mia mente il conflitto diventava sempre più aspro, i volti nascosti da sorrisi e la tristezza per un obbiettivo non raggiunto si scontravano. Con tanta delusione risalgo lenta, attaccata alla roccia per rallentare la forza impressa dalla corda che mi rapiva da quel luogo, dove forse sarei rimasta legata per sempre con il ricordo….

Ciò che mi rimane è che loro hanno visto l’invisibile con i miei occhi, hanno sentito i silenzi e il gocciolare costante dell’acqua con le mie orecchie e solo io serberò per sempre la prima emozione di chi si addentra in un luogo inesplorato. Una porta dentro le stanze del mio cuore si è spalancata e non rimane che scrivere……

Postato da: speleum a aprile 29, 2006 16:51 | link | commenti (1)
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